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2 luglio, 2018

Le bonifiche ambientali hanno un ruolo centrale nei programmi di salvaguardia dell'ambiente

Nonostante i cambiamenti politici, il ruolo dell'economia circolare in tema di salvaguardia dell'ambiente rimane centrale all'interno dei programmi, nazionali e non.

Il nuovo esecutivo, nella persona del ministro dell'Ambiente Sergio Costa, ha già affermato che l'azione politica non potrà prescindere dalla Strategia Nazionale sullo Sviluppo Sostenibile, documento sottoscritto dal Cipe lo scorso dicembre che declina a livello nazionale gli obiettivi dell’Agenda 2030, approvata dalle Nazioni Unite nel 2015.[1]

La lotta al dissesto idrogeologico, l'annullamento dello spreco del suolo, le bonifiche dei siti inquinati, oltre che la lotta ai cambiamenti climatici, la revisione degli ecoreati, il miglioramento della mobilità sostenibile, risultano tutti obiettivi in linea con quanto enunciato dalla Comunità Europea in tema di ecosostenibilità.

Bisogna mirare alla salvaguardia della biodiversità attraverso una gestione sostenibile delle risorse naturali, preservare il paesaggio favorendo al contempo la nascita di comunità. Incrementando alla stessa misura la ricerca e le innovazioni sostenibili, con la garanzia di favorire occupazione e soprattutto sensibilità nei confronti del territorio, del suo recupero e della sua conservazione.

Avendo lavorato per diversi anni nel campo delle bonifiche ambientali so bene cosa vuol dire riabilitare un'area e darle una nuova potenzialità, un nuovo uso. Significa eliminare tutti i fattori inquinanti nei confronti del territorio per permetterle nuovamente di generare del valore aggiunto. Rendendola sicura, produttiva, e soprattutto assolutamente non nociva per l'ambiente e le persone intorno. E' importante allora che si faccia informazione circa le bonifiche ambientali e i loro sviluppi.

Questo è avvenuto, citando un caso, a metà dello scorso maggio in occasione dell'undicesima edizione di Fare i Conti con l'Ambiente, festival ospitato a Ravenna. Tre giorni di informazione, approfondimenti, mostre e spiegazioni delle nuove tecnologie e dei processi industriali hanno rappresentato un punto d'incontro e di dibattito tra università, enti, aziende, imprenditori e mondo della ricerca.[2] E' sicuramente un esempio di come un territorio si può compattare attorno al delicato tema dell'ambiente, e confrontarsi per raggiungere dei programmi comuni a tutti gli attori sociali che lo vivono.

E' quindi possibile creare consapevolezza intorno al problema, e dotare tutti gli attori territoriali, siano essi bambini o rappresentanti di istituzioni, degli strumenti adatti ad affrontarlo in maniera corretta e il più possibile rispettosa dell'ambiente che li circonda.

Damiano Belli