damianobelli.it Rss http://www.damianobelli.it/ Damiano Belli - Amministratore delegato Ambienthesis S.p.A. it-it Fri, 17 May 2019 17:51:36 +0000 Fri, 10 Oct 2014 00:00:00 +0000 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss Vida Feed 2.0 damianbelligh@gmail.com (Damiano Belli) damianbelligh@gmail.com (Damiano Belli) Archivio http://www.damianobelli.it/vida/foto/sfondo.jpg damianobelli.it Rss http://www.damianobelli.it/ Nasce Ambienthesis Middle East DMCC, a Dubai prende piede il futuro anche grazie a EXPO 2020 http://www.damianobelli.it/post/460/1/nasce-ambienthesis-middle-east-dmcc-a-dubai-prende-piede-il-futuro-anche-grazie-a-expo-2020

La rinascita degli Emirati Arabi Uniti (UAE) passa soprattutto attraverso la sua attività economica regolata dal Governo Federale che, a Dubai, hanno appositamente aperto alla generazione di un ambiente efficientemente organizzato ma che non presenta eccessive restrizioni di carattere normativo, offrendo in questa misura una serie di condizioni operative per le imprese che rendono questo uno dei Paesi più liberali e profittevoli dell’attuale scenario economico mondiale.

Per questo motivo le aziende internazionali che decidono di intraprendere relazioni di business con questa Regione hanno la possibilità, oltre che di stringere relazioni commerciali, anche di aprire sedi ed uffici di rappresentanza in loco nonché impianti produttivi anche attraverso Joint Venture con imprese industriali locali per allargare il parterre di clienti ai quali offrire i propri servizi, per costruire un network di riferimento e per confrontarsi con il mercato emergente.

Anche per Ambiethesis si è presentata dunque l’occasione per aprirsi a questo nuovo mercato e per costituire la propria controllata al 100% denominata Ambienthesis Middle East DMCC, volta ad implementare lo sviluppo dell’intera compagnia su un piano internazionale anche con la costituzione di una JV con Bee’ah Sharjah Environment, una fra le principali società operante nel waste management negli UAE. Un’opportunità che “rappresenta elemento di consolidamento della strategia di internazionalizzazione che stiamo perseguendo e ci consentirà di trasferire nel mercato locale e in tutti i Paesi IMEA (India, Middle East, Africa) il nostro valore aggiunto in termini di know-how maturato in 30 anni di esperienza nelle bonifiche ambientali e nella gestione dei rifiuti industriali”, come ha recentemente affermato anche il presidente Giovanni Bozzetti[1].

La strategia di Ambienthesis riguarda, infatti, uno scenario che si prefigura come altamente prolifico in una chiave di business, visto e considerato che proprio a Dubai avrà luogo nel prossimo anno l’Expo 2020, che si preannuncia già come un evento di impatto smisurato sullo sviluppo economico degli Emirati Arabi Uniti, dei Paesi del Golfo persico e di tutte le aziende internazionali che avranno la lungimiranza e l’accortezza di legarsi in queste interessanti opportunità di affari.

L’evento accelererà inoltre il processo già in atto in tutti gli emirati di realizzazione di citta ecosostenibili sia dal punto di vista energetico che di gestione dei rifiuti, campo nel quale Ambienthesis potrà dare il proprio reale contributo al progetto.

L’evento avrà luogo dal 20 ottobre del 2020 fino al 10 aprile del 2021 e si terrà in un’area urbana di recente costruzione denominata Dubai South, conosciuta in precedenza come Dubai World Central. Questa, che diventerà una free zone, sarà divisa nel distretto residenziale, in quello commerciale, nel distretto del golf, in quello logistico, nell’Aviation City con il nuovo aeroporto Al Maktum e nella parte prettamente dedicata all’esibizione chiamata, appunto, Dubai Exhibition City. Sotto il macro-tema Unire le Menti, Creare il Futuro poi, sono stati predisposte tre sotto-tracce che faranno da attrazione alla sottoscrizione di nuove partnership volte ad immagine un nuovo sviluppo tecnologico e a rendersi partecipe di una trasformazione socioeconomica che, a partire dagli Emirati Arabi, arrivi a coinvolgere l’intero globo: si tratta di “Opportunità, creare connessioni più intelligenti e produttive”, “Sostenibilità, progresso e prosperità senza compromettere i bisogni delle generazioni future” e “Mobilità,  sbloccare nuove possibilità per persone e comunità, contribuendo con successo al futuro”, tre grandi insiemi tematici in grado, secondo il Dipartimento del Turismo e del Commercio, di generare entro il 2021 la creazione di nuovi 275.000 posti di lavoro, in particolar modo nei settori edili, di ingegneria, della mobilità e dell’ospitalità.

L’area destinata a EXPO 2020 sarà di circa 438 ettari, e l’allestimento, secondo il governo, sarà completato entro il prossimo ottobre così da concedere ai responsabili circa un anno di tempo per terminare i progetti più piccoli e realizzare tutti i dovuti test di controllo sui sistemi e le tecnologie. Tutto dovrà essere perfetto, infatti, visto che la stima dei visitatori ammonta a più di 25 milioni di persone, il 71% dei quali proveniente da Paesi esteri (e questo dato rappresenta, per la storia dell’evento, un nuovo record), equivalenti cioè a oltre 17 milioni di turisti che visiteranno gli Emirati Arabi Uniti. E, naturalmente, tutto questo si traduce in un’incredibile opportunità per chi decide di investire nelle infrastrutture e nei trasporti, nel settore dell’ospitalità e nell’immobiliare fino al settore della produzione e della distribuzione energetica.

Studi della Deutsche Bank e della Global Investment House hanno infatti rilevato come Dubai arriverà a destinare circa 43 miliardi di dollari per implementare le sue infrastrutture, 10 dei quali da destinare prettamente al miglioramento e all’innovazione dei trasporti pubblici. Questo anche in considerazione del fatto che si sta registrando un discreto innalzamento demografico, cosa che ha incentivato gli investitori a dedicarsi anche alla realizzazione di abitazioni, uffici e edifici commerciali, per un totale di 45 mila nuove unità abitative che andranno sul mercato entro la fine dell’anno con la copertura economica che si prevede sarà affidata all’innalzamento occupazionale della stessa fiera. Giusto per citare un esempio di nuovo sviluppo urbano, basti considerare che all’interno del ventaglio di progetti edilizi già in programma vi è anche Sheikh Mohammed bin Rashid City, un nuovo insediamento in grado di includere il centro commerciale più grande del mondo, un parco tematico basato sugli Universal Studios e un’area verde addirittura più grande della londinese Hyde Park.

I 700 mila m2 dell’area EXPO, 500 mila dei quali coperti da strutture che saranno poi permanenti, avranno in ogni caso un carattere imprescindibile di eco-sostenibilità, con strutture fotovoltaiche in grado di provvedere al 50% del bisogno di energia dell’intera fiera, con dei monitor costantemente attivi per rilevare le emissioni di anidride carbonica durante la gestione del riciclaggio dei materiali, e, naturalmente, con l’utilizzo di energia solare per il quale un comparto strategico nell’area GCC sarà destinato proprio alle aziende italiane[2].

Insomma, il quadro degli Emirati Arabi si presenta come una preziosa opportunità di mettere in pratica le esperienze imprenditoriali, svilupparne di nuove e tessere reti di collaborazioni in grado di guidare tutto il settore verso uno sviluppo innovativo e un aumento di qualità e profitti veramente consistente. E anche per quanto riguarda Ambienthesis, utilizzando le parole del presidente Giovanni Bozzetti, “Middle East DMCC rappresenta elemento di consolidamento della strategia di internazionalizzazione che stiamo perseguendo e ci consentirà di trasferire nel mercato locale e in tutti i Paesi EMEA il nostro valore aggiunto in termini di know-how maturato in 30 anni di esperienza nelle bonifiche ambientali e nella gestione dei rifiuti industriali[3].

Damiano Belli

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Fri, 17 May 2019 17:51:36 +0000 http://www.damianobelli.it/post/460/1/nasce-ambienthesis-middle-east-dmcc-a-dubai-prende-piede-il-futuro-anche-grazie-a-expo-2020 damianbelligh@gmail.com (Damiano Belli)
Gli impianti mobili http://www.damianobelli.it/post/459/1/gli-impianti-mobili

La caratteristica che contraddistingue gli impianti mobili è rappresentata, ovviamente, dalla struttura tecnologica unica o, all'evenienza, da un assemblaggio di strutture modulari abili al trasporto e all'installazione in un determinato sito per l'attuazione di campagne temporanee di intervento.

La procedura ordinaria per autorizzare gli impianti mobili di smaltimento e recupero di rifiuti è disciplinata dall'articolo 208, c. 15, del T.U.A, e riporta quanto segue: "Gli impianti mobili di smaltimento o di recupero, esclusi gli impianti mobili che effettuano la disidratazione dei fanghi generati da impianti di depurazione e reimmettono l’acqua in testa al processo depurativo presso il quale operano, ed esclusi i casi in cui si provveda alla sola riduzione volumetrica e separazione delle frazioni estranee, sono autorizzati, in via definitiva, dalla regione ove l’interessato ha la sede legale o la società straniera proprietaria dell’impianto ha la sede di rappresentanza. Per lo svolgimento delle singole campagne di attività sul territorio nazionale, l’interessato, almeno sessanta giorni prima dell’installazione dell’impianto, deve comunicare alla regione nel cui territorio si trova il sito prescelto le specifiche dettagliate relative alla campagna di attività, allegando l’autorizzazione di cui al comma 1 e l’iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali, nonché l’ulteriore documentazione richiesta. La regione può adottare prescrizioni integrative oppure può vietare l’attività con provvedimento motivato qualora lo svolgimento della stessa nello specifico sito non sia compatibile con la tutela dell’ambiente o della salute pubblica".

In questa grande categoria non rientrano gli impianti di disidratazione dei fanghi provenienti dai siti di depurazione. Sono invece inclusi gli impianti mobili per la macinatura, vagliatura e deferrizzazione dei materiali inerti derivati da demolizioni o cantieri edili.

Lo stesso articolo 208 disciplina, poi, la responsabilità di ottenimento delle autorizzazioni a chi dispone dell’impianto attribuendo in capo al titolare dell’autorizzazione la comunicazione della campagna di attività alle autorità competenti con un preavviso di almeno 60 giorni dall’inizio delle attività.

Dopo questo excursus burocratico e di modalità d'uso di tali impianti, vorrei quindi elencarne i vantaggi e spiegare come mai Ambienthesis Spa, società del Gruppo Green Holding, si è dotata negli anni di impianti mobili modulari con l'autorizzazione al trattamento dei rifiuti solidi e liquidi.

Parliamo di impianti capaci di effettuare interventi di risanamento on site, e cioè nei siti stessi dove si è prodotta la contaminazione contribuendo ad abbattere l'impatto ambientale, aumentando il materiale riutilizzabile in sito e riducendo il quantitativo di rifiuto avviato a smaltimento con un beneficio complessivo anche in termini di minor emissioni di CO2 dovuta alla significativa riduzione dei mezzi di trasporti utilizzati per l’avvio all’esterno dell’area di intervento dei rifiuti.

Questa pratica è applicabile per tutte le situazioni nelle quali il trasporto dei rifiuti comporterebbe un trasferimento oneroso per i soggetti obbligati al trattamento dei rifiuti.

In questo solco va anche la Regione Sicilia, dove recentemente è stato emesso un avviso pubblico volto a "favorire la partecipazione e consultazione del maggior numero di operatori economici attivi in ambito nazionale e internazionale, che siano disponibili ad installare, su siti individuati dagli stessi o in collaborazione con le Srr (Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti) ricadenti nel territorio, impianti mobili per il trattamento della frazione umida compostabile". La firma è del dirigente generale del Dipartimento Rifiuti della Regione Salvatore Cocina, con l'obiettivo di limitare l’esportazione dei rifiuti ed, in linea con i principi di prossimità prevista dalla normativa ambientale, aumentare la capacità di trattamento locale implementando così anche l’utilizzo dei rifiuti trattati per il recupero energetico ed il recupero dei materiali. Il fine ultimo, come si evince dall'avviso, è quello di "ridurre la quantificazione dei rifiuti prodotti, nonché ottimizzare la raccolta, compresa la differenziata". È una chiamata all'intervento mobile di realtà esterne che "si rende oggi necessaria per sostenere le Srr e sopperire alla carenza delle necessarie iniziative da parte delle stesse nello svolgimento dei compiti assegnati dalla legge di programmazione e realizzazione degli impianti e nelle more della realizzazione degli impianti pubblici in programma e di quelli privati autorizzati o in corso”.

Questo caso ci mostra come l'applicazione sul territorio di impianti di trattamento mobili possa offrire una serie di benefici e può contribuire al miglioramento complessivo dell’impronta ambientale del sistema di trattamento e recupero rifiuti.

Per questi motivi Ambienthesis Spa si è dotata di impianti idonei al trattamento chimico-fisico (D9) di rifiuti liquidi pericolosi e non, con una capacità di gestione di oltre 800.000 mc annui; così come di impianti di recupero e trattamento di rifiuti solidi pericolosi e non quali impianti di lavaggio per terreni (D9), il ricondizionamento preliminare (D14) e il riciclo/recupero (R5) o ECO 2000, un impianto di inertizzazione rifiuti solidi speciali pericolosi o anche impianti di frantumazione e vagliatura.

La capacità di trattamento dei gli impianti mobili di trattamento rifiuti di Ambienthesis è di oltre 900.000 tonnellate per anno.

Se l’utilizzo di tali impianti può permettere i benefici ambientali richiamati ci auguriamo che l’operatività di alcuni di essi possa non essere inficiata dalla necessità di approvazione dei decreti “End of Waste” che attualmente ne limiterebbero l’utilizzo con un significativo danno per l’ambiente nel suo complesso.

Damiano Belli

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Mon, 29 Apr 2019 18:03:46 +0000 http://www.damianobelli.it/post/459/1/gli-impianti-mobili damianbelligh@gmail.com (Damiano Belli)
Directa Plus e Ambienthesis insieme per la ricerca sul grafene - Il materiale del futuro http://www.damianobelli.it/post/458/1/directa-plus-e-ambienthesis-insieme-per-la-ricerca-sul-grafene-il-materiale-del-futuro

A volte le migliori innovazioni nascono dall’osservazione di ciò che ci circonda ma visto da una nuova prospettiva. È questa la storia del grafene, il così detto materiale del futuro, nato dallo studio della grafite, lo stesso minerale presente nelle matite.

Se guardassimo la grafite molto da vicino ci accorgeremmo che è composta da una pila di milioni e milioni di strati sovrapposti, esattamente come le pagine di un libro. Il singolo strato, costituito da atomi di carbonio, risulta indistruttibile al contrario del legame estremamente debole che esiste tra uno strato e l’altro. È questo il motivo per cui la nostra matita scrive: a contatto con una superficie solida alcuni blocchi di grafite si staccano lasciando un segno nero su un foglio di carta.

La grafite è nota sin dal XVII secolo e fu una grande innovazione che ancora oggi ci dà la possibilità di inventare e sperimentare nuovi prodotti. Ben cinque secoli dopo due scienziati russi, Andre Geim e Kostya Novoselov riuscirono ad isolare un singolo strato di grafite denominandolo grafene. Una scoperta pioneristica che è valsa ai due ricercatori il premio Nobel per la fisica nel 2010.

È infatti la sua struttura a due dimensioni come un foglio di carbonio spesso un atomo a renderlo particolarmente interessante. Un materiale leggerissimo ma al contempo altamente resistente e più duro dell’acciaio, il grafene può essere impiegato in moltissimi settori, dalla moda alla farmaceutica e dall’elettronica alla medicina, fino al trattamento dei materiali inquinanti.

Le infinite potenzialità del grafene nei vari ambiti di innovazione tecnologica sono state anche riconosciute dall’Unione Europea, che ha lanciato di recente un progetto di finanziamento senza precedenti fondato sul grafene. Il Graphene Flagship project prevede infatti 10 anni di progetto, con un finanziamento di un miliardo di euro con l’obiettivo di rivoluzionare molti settori industriali e rilanciare l’industria europea. Il progetto prevede di riunire oltre 150 gruppi di ricercatori accademici e industriali per portare il grafene dai laboratori nella società europea generando così crescita economica, nuovi posti di lavoro e nuove opportunità.

È in questo contesto che Ambienthesis in quanto uno dei principali operatori integrati Italiani nel settore delle bonifiche ambientali e della gestione dei rifiuti industriali, ha sottoscritto un Accordo di Cooperazione con Directa Plus, società quotata alla borsa di Londra,  finalizzato a valutare, sviluppare e, successivamente, promuovere sul piano commerciale prodotti, impianti e servizi destinati alle bonifiche ambientali ed al trattamento dei rifiuti liquidi mediante l’impiego di materiali a base di grafene. La collaborazione, articolata in due fasi, prevede che le preliminari attività di sperimentazione e di valutazione dei relativi risultati vengano effettuate presso la piattaforma polifunzionale che Ambienthesis possiede e gestisce ad Orbassano (TO). I test sono partiti ad inizio 2019 e saranno eseguiti utilizzando un impianto di trattamento mobile fornito da Directa Plus, appositamente realizzato per il progetto. Le attività di sperimentazione, volte a verificare la capacità di trattamento dei suddetti materiali a base di grafene per i vari tipi di rifiuti liquidi oggetto di studio, avranno una durata di circa sei mesi; l’esito di questa prima fase offrirà le evidenze per un potenziale accordo commerciale tra le parti.

Directa Plus è uno dei principali produttori e fornitori su scala globale di tali materiali ed ha sviluppato il G+ graphene, in particolare il Grafysorber®, di cui detiene anche i diritti di proprietà intellettuale, particolarmente adatto per applicazioni in campo ambientale in virtù dell’elevata capacità di adsorbimento di sostanze oleose e idrocarburi.

Eccellente è l’applicazione di questo elemento in campo ambientale poiché i materiali a base di grafene possiedono una sorprendente capacità nell’assorbire inquinanti organici dalle acque, dai terreni e dall’aria.

I prodotti della DirectaPlus S.p.A. rappresentano una garanzia per la nostra azienda. La società ha messo a punto un processo produttivo, coperto da brevetto, che consente di produrre grafene purissimo senza utilizzare sostanze chimiche e di sviluppare numerosi materiali compositi adatti per diversi ambiti applicativi. Il Grafysorber, per l’appunto, rispecchia tutte le caratteristiche di cui la Green Holding ha bisogno in termini di efficienza, versatilità, sostenibilità e riciclabilità e riutilizzabilità.

Nell'impianto di trattamento sperimentale di Orbassano verranno trattati con i Grafysorber i diversi “streams” acquosi attualmente processati dalla piattaforma di Orbassano.

Il refluo sarà introdotto in appositi serbatoi di accumulo per poi essere pompato all'interno del reattore con Grafysorber che rimuoverà gli inquinanti presenti. Il refluo trattato e filtrato verrà infine pompato in appositi serbatoi di raccolta per le analisi di verifica.

Damiano Belli, Amministratore Delegato di Ambienthesis S.p.A., ha così commentato la sottoscrizione dell'Accordo: "Questa sperimentazione si inserisce nei programmi di Ricerca e Sviluppo che Ambienthesis sta sviluppando per l'applicazione di nuove tecnologie a basso impatto ambientale da applicare nei settori del trattamento delle acque e delle bonifiche ambientali. L'accordo con Directa Plus porterà ad uno sviluppo sinergico di prodotti e servizi che permetteranno di mettere a fattor comune le esperienze maturate al fine di poter offrire sul mercato interno ed internazionale efficaci e innovative tecnologie a servizio dell'ambiente".

Si fa riferimento al comunicato stampa:

http://www.ambienthesis.it/public/documento/attach/ath%20-%20cs%20del%2029-11-2018_partnership%20tra%20ath%20e%20directa%20plus.pdf

Fonti:

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Tue, 9 Apr 2019 17:20:13 +0000 http://www.damianobelli.it/post/458/1/directa-plus-e-ambienthesis-insieme-per-la-ricerca-sul-grafene-il-materiale-del-futuro damianbelligh@gmail.com (Damiano Belli)
Gestire i rifiuti: abbattere inquinamento e spreco per ricavarne materiali e nuova energia http://www.damianobelli.it/post/457/1/gestire-i-rifiuti-abbattere-inquinamento-e-spreco-per-ricavarne-materiali-e-nuova-energia

Perseguendo il fine ultimo dell'abbattimento dell'inquinamento ambientale e dello spreco di risorse ed energie, si registra nell'intero panorama mondiale l'intento condiviso di massimizzare il recupero e il riciclo di materiali e fonti energetiche.

"La situazione è preoccupante e va affrontata con urgenza. Su questo siamo stati tutti d’accordo. Ma è un discorso che non riguarda solo l’energia, bensì tutto il nostro modello di consumi. È una sfida complessa, che può essere vinta solo col concorso di tutti: chi produce, chi consuma e la politica che detta le regole" ha infatti dichiarato nel merito Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni S.p.A alla conferenza in Vaticano sull'inquinamento globale[1].

La popolazione e soprattutto gli enti locali e le imprese territoriali stanno infatti facendo la propria parte nella lotta ai cambiamenti climatici e al suddetto spreco. “Alcuni indicatori sembrano segnare una traiettoria anche migliore di quanto previsto” ha affermato il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres in occasione di un summit sull'ambiente tenutosi lo scorso marzo[2].

Un esempio virtuoso di gestione energetica ce lo fornisce la città di Londra, che da ottobre vedrà la sua City, lo storico quartiere centrale Square Mile, soddisfare il proprio fabbisogno energetico utilizzando solo le rinnovabili[3]. Uno storico cambio di passo che permetterà alla capitale britannica di abbattere le emissioni di CO2 e allo stesso tempo di riconvertire l'energia generata dal trattamento termico dei rifiuti.

Guardando al territorio nazionale, invece, è recente la normativa che incentiva la produzione di biometano anche attraverso la conversione di impianti che attualmente producono biogas, con l'obiettivo di prolungarne il ciclo di vita. Su questa linea anche l’azione di Green Holding che sta valutando la realizzazione d’impianti a biometano e l’integrazione di nuove tecnologie per l’aumento del biometano prodotto nel sistema di depurazione delle acque reflue. S’intende incoraggiare così i territori e le imprese a coniugare la valorizzazione della frazione organica dei rifiuti e migliorare il sistema del ciclo di depurazione acque con lo sviluppo della mobilità sostenibile.

Il tutto, naturalmente, in un'ottica di promozione della pianificazione e della realizzazione di sistemi di economia circolare, per far si che i rifiuti non impattino più sull'ambiente ma anzi vengano sfruttati per una loro riconversione e un riutilizzo utile a tutta la comunità territoriale.

E' quindi un'inversione di rotta già avviata ma che deve costantemente autoalimentarsi attraverso una sinergia tra tutti gli attori territoriali, con il fine unico dell'abbattimento di ogni fattore corrosivo per l'ambiente e per le persone che lo popolano.

Damiano Belli

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Sat, 25 Aug 2018 17:52:38 +0000 http://www.damianobelli.it/post/457/1/gestire-i-rifiuti-abbattere-inquinamento-e-spreco-per-ricavarne-materiali-e-nuova-energia damianbelligh@gmail.com (Damiano Belli)
Affrontiamo le sfide con innovazione e sviluppo http://www.damianobelli.it/post/456/1/affrontiamo-le-sfide-con-innovazione-e-sviluppo

Gli indirizzi del Parlamento Europeo in merito alla gestione dei rifiuti e di recupero del territorio impongono una logica gerarchica che va dal riutilizzo allo smaltimento passando per il recupero, coerentemente con il principio di economia circolare. In quest’ambito le direttive emesse e costantemente aggiornate dall’UE riportano i requisiti da rispettare per avere una compliance normativa.

E’ convinzione del nostro gruppo che non sia sufficiente il semplice rispetto delle norme per garantire un concreto contributo al miglioramento delle performance ambientali.

In quest’ottica il Gruppo è costantemente impegnato in attività di ricerca ed innovazione che possano essere applicate nei diversi settori in cui operiamo. Dobbiamo essere in grado di anticiparne gli obiettivi, forzandoli per essere sempre quel passo pronto in avanti, non rincorrendo il semplice rispetto della norma e diventando al contempo un riferimento di mercato.

Come lo siamo, ad esempio, riuscendo a portare l'impianto di Rea Dalmine ad una riduzione di emissioni che va dal 60% al 95% rispetto ai limiti di legge. Questo termovalorizzatore, a oggi uno degli impianti di trattamento termico dei rifiuti con le emissioni più basse d'Europa, collabora con le più importanti Università italiane nella ricerca e nello sviluppo, al fine di puntare al maggior rendimento energetico minimizzando al contempo lo spreco dell'energia contenuta nei rifiuti.[1]

Altro esempio di innovazione tecnologica è la prossima realizzazione di un impianto di trigenerazione sulla piattaforma di Orbassano, che garantirà contemporaneamente l’autosufficienza energetica e un miglioramento delle performance dell’impianto di trattamento delle acque reflue.

Così come avviene attraverso la ricerca applicata al settore delle bonifiche dei terreni con l’utilizzo d’impianti mobili come il Soil Washing, già utilizzati dal nostro gruppo in una delle più importanti bonifiche a livello nazionale, che permettono un recupero di materiali riutilizzabili fino al 70 % dei volumi di terreno scavato, che altrimenti sarebbero da conferirsi in discarica, ed il loro riutilizzo nel sito di bonifica con conseguente salvaguardia delle risorse naturali provenienti da cave.

In parallelo a quanto sopra, frutto di oltre dieci anni di ricerca applicata, stiamo sviluppando, in collaborazione con enti di ricerca e universitari, tecnologie che prevedono la possibilità di recupero di materiali o la produzione di combustibili da rifiuti o utilizzabili in interventi di bonifica evitando l’asportazione dei terreni con evidenti benefici in termini di utilizzo di risorse naturali.

Riteniamo che lo sforzo di ricerca ed applicazione di performance migliorative rispetto ai limiti normativi debba essere accompagnato da una costante informazione sul ciclo di gestione dei rifiuti che permetta di comprendere che gli impianti possono essere integrati nel settore industriale della produzione senza demonizzazione da parte dell’opinione pubblica e che, ai vari livelli dal governo centrale al governo locale, il percorso debba essere costantemente aggiornato attraverso un confronto costruttivo con le imprese che operano nel settore ambientale.

Un altro tema che vorrei sottolineare è quello della necessità di operare in un regime normativo chiaro e prospettico. Tale, cioè, da permettere la pianificazione degli interventi di recupero del territorio, con una visione strategica in grado di consentire la valorizzazione delle aree inquinate attraverso strumenti urbanistici ad hoc ed eventuali agevolazioni fiscali. Il tutto per consentire il recupero di aree che altrimenti resterebbero degradate, soprattutto nel tessuto urbano, e sottratte alla collettività.

In sintesi ritengo che il percorso di ricerca e applicazione di nuove tecnologie, fondamentale per la garanzia di un sempre miglior rapporto fra collettività ed ambiente, debba essere supportato da un percorso di comunicazione che veda, ognuno con il proprio ruolo, confrontarsi amministrazioni ed impresa con una pianificazione normativa chiara, applicabile e precisa che permetta il raggiungimento dell’unico obiettivo comune per tutta la comunità, e cioè il miglioramento delle condizioni di vita delle persone nel rispetto della salvaguardia dell’ambiente.

Damiano Belli

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Sun, 19 Aug 2018 08:38:58 +0000 http://www.damianobelli.it/post/456/1/affrontiamo-le-sfide-con-innovazione-e-sviluppo damianbelligh@gmail.com (Damiano Belli)
Diventare un Paese più Green, un obbligo Internazionale http://www.damianobelli.it/post/455/1/diventare-un-paese-piu-green-un-obbligo-internazionale

Si rende sempre più necessaria un'inversione di rotta che porti le politiche degli Stati ad abbracciare un'economia circolare, più green e profittevole rispetto al vecchio paradigma che oltre ad essere dannoso per l'ambiente non garantisce più sufficienti risultati economici.

L’Accordo di Parigi, siglato nel 2015, ha visto ben 187 Paesi, tra i quali Cina e Stati Uniti, abbracciare l'adozione di programmi nazionali protesi alla gestione della crisi climatica, oltre alla consapevolezza di dover operare forti riduzioni delle emissioni di gas serra al fine di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, oltre che per cercare di non superare l’aumento di 1,5°C[1].

Naturalmente si cercano soluzioni congiunte tra la crisi climatica e quella economica, per puntare su una migliore qualità e inclusione tutelando il capitale naturale e i servizi eco-sistemici, il tutto con un'ottica di sostenibilità e supporto della ripresa economica che tenta di affacciarsi nel panorama internazionale.

"La consapevolezza delle sfide della nostra epoca, l’importanza decisiva della transizione alla green economy per affrontarle e l’impegno per le misure per attuarle devono essere criteri fondamentali per valutare le proposte politiche e valutare se siano all’altezza dei tempi o inadeguate. Lo sviluppo di una green economy è importante per cogliere le grandi potenzialità green dell’Italia e assicurare uno sviluppo sostenibile, con maggiore occupazione e un miglior benessere" ha recentemente affermato Edo Ronchi, del Consiglio Nazionale della Green Economy, in occasione della sesta edizione degli Stati Generali[2].

Un Programma congiunto con il Ministero dell'Ambiente e quello dello Sviluppo Economico, quindi, che ha previsto dieci misure in grado di condurre l'Italia al passaggio imprenditoriale verso un Sistema di gestione circolare ecosostenibile.

Si presuppone di inserire la transizione alla green economy fra le priorità dell’agenda parlamentare e di governo, fare della sfida climatica l’occasione per rinnovare il sistema energetico, rilanciando le rinnovabili e l’efficienza della rete d’impianti del territorio nazionale, come tra le altre hanno già fatto le aziende del Gruppo Green Holding.

Si auspica, inoltre, di puntare sull’economia circolare per superare il modello lineare di spreco e alto consumo di risorse recependo il Pacchetto Economia circolare e rifiuti, premiando le realtà che puntano ad una riduzione della produzione di rifiuti, e migliorando la riciclabilità dei prodotti sviluppandone allo stesso tempo il mercato. Lo stesso presidente di Legambiente Stefano Ciafani, infatti, ha dichiarato che "l’accordo tra il Consiglio e il Parlamento europeo approvato [...] è un importante passo avanti rispetto all’attuale quadro normativo, che accelera la transizione verso l’economia circolare in Europa"[3].

Continuare su questa strada attivando un Piano nazionale per la rigenerazione urbana, assicurare lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile e multifunzionale, promuovere l’elevata qualità ecologica mediante incentivi statali alle imprese, oltre che tutelare e incrementare il capitale naturale e i servizi eco-sistemici come assets per la qualità del benessere e il futuro dell’economia diventano più che consigli delle vere e proprie necessità. Così come lo sono l'investire nella gestione delle acque promuovendone il riutilizzo, per assicurare una risorsa strategica, eliminare gli sprechi e ridurre i rischi di alluvioni.

Mi auguro, in sintesi, che ci sia un netto cambiamento culturale da parte di tutti quegli attori sociali, istituzioni, imprese e popolazioni che gestiscono un'area comune, in grado di rilanciare i nostri territori e far ripartire in maniera sostenibile e lungimirante l'economia e il welfare conseguente.

Damiano Belli

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Thu, 9 Aug 2018 11:54:42 +0000 http://www.damianobelli.it/post/455/1/diventare-un-paese-piu-green-un-obbligo-internazionale damianbelligh@gmail.com (Damiano Belli)
L’emergenza ambientale e la necessità di un’inversione di rotta http://www.damianobelli.it/post/454/1/l-emergenza-ambientale-e-la-necessita-di-un-inversione-di-rotta

Il dibattito sull'emergenza ambientale sta fortunatamente confermandosi come centrale in tutti i summit internazionali, come ad esempio lo è stato nell'ultimo G7 tenutosi a La Malbaie in Canada gli scorsi 8 e 9 giugno.

Dal comunicato dell'incontro si legge, infatti, che "Il Canada, la Francia, la Germania, l’Italia, il Giappone, il Regno Unito e l’Unione Europea intendono riaffermare il proprio convinto impegno a implementare l’Accordo di Parigi, attraverso ambiziose azioni salvaclima. In particolare, riducendo le emissioni, stimolando l’innovazione, accrescendo la capacità di adattamento, rafforzando e finanziando la resilienza e riducendo la vulnerabilità[1]".

Gli effetti dell'inquinamento impongono sempre di più ai governi di ricercare alternative sostenibili ai nostri sistemi di produzione, distribuzione, consumo e scarto di materiali, individuando nei meccanismi di economia circolare una via tangibile a questa inversione di rotta.

Anche in termini di occupazione si prevede il sorgere di nuove professionalità in grado di progettare una conversione ecologica degli stessi ambienti lavorativi aziendali. Questi dovranno essere riformulati con una logica ecosostenibile, mediante l'utilizzo di materiali e tecnologie in grado di renderli tendenzialmente a impatto zero.

Questa relativa al quadro occupazionale è una proiezione confermata anche dall’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) che con il rapporto Greening with jobs – World Employment and Social Outlook 2018 ha stimato che la cosiddetta green economy genererà ventiquattro milioni di nuovi posti di lavoro, sei dei quali derivanti dall’economia circolare, intesa questa non solo come riciclo ma anche come rigenerazione e rimodulazione dei prodotti[2].

Si supera il paradigma dell’economia lineare incentrato sullo sfruttamento e l’obsolescenza predeterminata dei prodotti, e finalmente il rifiuto diventa risorsa.

Ecosostenibilità, tutela dell'ambiente, trattamento e riciclo dei materiali, impatto 0, sono tutti temi portanti di questo nuovo Sistema, che si rendono impellenti e non più procrastinabili a giudicare i segnali inviati dal nostro ambiente naturale.

Proprio per questo in Italia è lo stesso Ministero dell’Ambiente, in occasione della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione, ad affermare che i «cambiamenti climatici e la desertificazione sono interconnessi e ci riguardano molto da vicino. Un quinto del nostro Paese è a rischio desertificazione: sicuramente il Sud Italia è particolarmente vulnerabile ma ormai anche il Centro è coinvolto[3]".

Attraverso il Gruppo Green Holding posso dire che le diverse aziende nelle quali ho lavorato hanno ragionato, e ragionano tuttora, secondo quest'ottica: far parte di un ambiente e rispettarlo, ottimizzando la gestione degli scarti in materiali e fonti energetiche e investendo in ricerca e innovazione affinché le imprese con le loro strutture siano sempre più inserite nel contesto ambientale che le ospita.

Damiano Belli

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Thu, 2 Aug 2018 17:44:44 +0000 http://www.damianobelli.it/post/454/1/l-emergenza-ambientale-e-la-necessita-di-un-inversione-di-rotta damianbelligh@gmail.com (Damiano Belli)
Il comparto a Milano effervescente (+2,86%), exploit di Sias http://www.damianobelli.it/post/453/1/il-comparto-a-milano-effervescente-286-exploit-di-sias

(Teleborsa) - Forte rialzo per il settore infrastrutture e impiantistica, come peraltro atteso e anticipato dall'andamento eccellente dell'EURO STOXX Industrial Goods & Services.

Il FTSE Italia Industrial Goods & Services ha chiuso a quota 37.391,17, in aumento di 1.038,79 punti rispetto alla chiusura precedente. Intanto l'indice delle principali società europee che operano nel settore infrastrutture e impiantistica, ha terminato gli scambi a 872,42, dopo aver esordito a quota 860,56.

Nel listino principale, brilla CNH Industrial, chiudendo la seduta con un aumento del 10,63%.

Piccolo passo in avanti per Atlantia che porta a casa un misero +0,74%.

Tra le azioni del Ftse MidCap, effervescente Sias, che archivia la seduta con una performance decisamente positiva del 12,98%.

Protagonista ASTM, tra i titoli del FTSE Italia All-Share, che chiude la seduta con un rialzo del 7,26%.

Brillante rialzo per Biesse, che lievita in modo prepotente archiviando la sessione con un guadagno del 2,44%.

Tra le azioni del Ftse SmallCap, prepotente rialzo per Biancamano, che archivia la sessione con una salita bruciante del 2,51% sui valori precedenti.

Vigoroso rialzo per Saes Getters, che archivia la sessione in forte guadagno, sopravanzando i valori precedenti del 2,18%.

Balza in avanti Ambienthesis, che amplia la performance positiva con un incremento dell'1,87%. 

Articolo originale su finanza.repubblica.it

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Fri, 27 Jul 2018 17:55:38 +0000 http://www.damianobelli.it/post/453/1/il-comparto-a-milano-effervescente-286-exploit-di-sias damianbelligh@gmail.com (Damiano Belli)
Innovazione sociale e sostenibilità ambientale, un binomio vincente http://www.damianobelli.it/post/452/1/innovazione-sociale-e-sostenibilita-ambientale-un-binomio-vincente

Quando parliamo di sostenibilità ambientale non possiamo non considerare il binomio imprescindibile che questa ha con l'innovazione sociale e con una cooperazione umano-industriale in grado di minimizzarne l'impatto ambientale ed ecologico.

In termini di innovazione sociale e impatto ambientale, l'Italia si è saputa dimostrare come uno dei Paesi all'avanguardia, avendo adottato una legislazione sulle società, definite Benefit, finalizzata proprio a fornire ai datori di lavoro la possibilità di valorizzare il capitale umano come perno di una economia circolare e collaborativa. La legge vuole infatti promuovere la costituzione e favorire la diffusione di società, che nell’esercizio di una attività economica, oltre allo scopo di dividerne gli utili, perseguono una o più finalità di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse[1].

Guardando al mercato automobilistico, ad esempio, vorrei evidenziare la Green Month Campaign della Toyota Environmental Challenge 2050, una campagna di sensibilizzazione ambientale che vede la casa automobilistica impegnata in una serie d’iniziative e partnership. In collaborazione con Treedom, per citare un esempio, Toyota contribuirà alla forestazione di un territorio bisognoso in Kenya con il duplice scopo di aiutare i contadini locali nelle zone difficili e di ridurre le emissioni di CO2[2].

Così come un altro esempio virtuoso in questi termini è rappresentato dalla Microsoft, che da poco tempo ha inaugurato il Progetto Natick, un container da spedizioni intercontinentali del tutto autosufficiente, posizionato sul fondale oceanico vicino alle Isole Orkney in Scozia. Un data center in grado di contenere di 864 server completamente alimentati da energia rinnovabile[3].

E' un chiaro segnale di come il mondo imprenditoriale si stia sempre più avvicinando a temi quali la salvaguardia dell'ambiente, la politica di impatto zero, il rispetto del territorio e delle popolazioni che ci vivono.

D'altronde, pochi giorni fa lo stesso Premier Conte nel suo discorso al Senato ha affermato che "l'azione del governo sarà costantemente incentrata sulla tutela dell'ambiente", sollevando la questione della cosiddetta blue economy quale creazione di un ecosistema che trasformi i rifiuti in una risorsa da riutilizzare[4].

Una linea di condotta, quindi, identica a quella che da anni portiamo avanti nel Gruppo Green Holding, puntata allo sviluppo di un sistema di gestione ambientale integrato alle strutture aziendali, al perseguimento continuo delle prestazioni ambientali attraverso l'applicazione delle migliori tecnologie disponibili, alla riduzione delle emissioni inquinanti, dei consumi energetici e dello sfruttamento di materie prime[5]. Il tutto al fine di garantire un'efficace gestione di tutte le fasi riguardanti il conferimento dei rifiuti, in un'ottica di sviluppo sempre maggiore di una coscienza ambientale.

Damiano Belli

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Mon, 23 Jul 2018 17:41:56 +0000 http://www.damianobelli.it/post/452/1/innovazione-sociale-e-sostenibilita-ambientale-un-binomio-vincente damianbelligh@gmail.com (Damiano Belli)
Innovazione e ricerca: un binomio indispensabile alle aziende http://www.damianobelli.it/post/451/1/innovazione-e-ricerca-un-binomio-indispensabile-alle-aziende

Tra le società partecipate del Gruppo Green Holding vorrei citare il caso di Ambienthesis per la sua attenzione nelle innovazioni, dal momento che oltre alle tecniche classiche effettua operativamente una continua ricerca sulle nuove tecnologie e metodologie d'intervento.

Proprio la mission della società, infatti, pone l'accento sulla capacità d'innovazione tecnologica e sull'approccio sistemico ai servizi in campo ambientale, per una ricerca di un modello imprenditoriale basato sul miglioramento della qualità ambientale e della vita che in essa è ospitata.[1]

E' indubbio che per raggiungere e realizzare gli standard qualitativi che muovono le direttive europee sull'inquinamento ambientale bisogna che un'azienda sia sempre aggiornata sulle tecnologie utilizzate per strutture, macchinari e metodi d'intervento. Se possibile anticipandole, facendo continua ricerca sul campo e testando via via le soluzioni che risultano più rispettose nei confronti del territorio.

Stimolare la ricerca può voler dire anche la predisposizione di borse di studio come ad esempio fa il nostro Gruppo con il Premio Ambiente e Territorio in memoria di Giuseppe Grossi. Un premio che assegna tre borse di studio da 1.000€ l'una ai più meritevoli studenti di Orbassano che abbiano discusso tesi di laurea sull'ambiente, la salvaguardia e la tutela del territorio.[2] Un premio che lo scorso anno, ad esempio, è stato vinto da Daniele Sassone che con il suo lavoro Development of homogeneous metal catalysts for electrochemical reduction of CO2 ha trattato la possibilità di riconvertire una sostanza gassosa di scarto, come la CO2, in un combustibile riutilizzabile a scopi energetici.

"Un lavoro di ricerca così ben condotto in laboratorio deve essere incentivato, affinché il processo possa perfezionarsi ed evolversi in una metodica di reale utilizzo a livello industriale" si legge sulla scheda di valutazione che riporta un 10/10 in graduatoria.

Un'azienda concentrata sulla continua innovazione dei suoi processi investe in maniera lungimirante, in realtà, anche sul suo futuro. Riducendo i prossimi costi d’intervento, programmando modelli più ecosostenibili che quindi verranno premiati dal risparmio di energie e dalla messa in regola all'interno delle normative vigenti.

Lo sa bene anche Legambiente, che con il Premio Innovazione Amica dell'Ambiente rende merito ogni anno alle realtà imprenditoriali che hanno messo a punto innovazioni di prodotto, di processo, di servizi, di sistema, tecnologiche e gestionali nel segno della sostenibilità ambientale. "Oggi premiamo innovazione industriale, servizi, comunità energetiche e prodotti, siamo in una fase di grandi cambiamenti in cui il desiderio di investire sulla sostenibilità ambientale appare irrinunciabile e, soprattutto, trasversale a più settori" ha affermato il direttore generale Stefano Ciafani al riguardo.[3]

Perché investire sulla sostenibilità aziendale vuol dire anche investire sulla ricerca, su un'innovazione sempre un passo avanti alla norma protesa verso il rispetto e la salvaguardia di un'ambiente che non possiamo più permetterci di ignorare.

Damiano Belli

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Tue, 17 Jul 2018 18:29:35 +0000 http://www.damianobelli.it/post/451/1/innovazione-e-ricerca-un-binomio-indispensabile-alle-aziende damianbelligh@gmail.com (Damiano Belli)
Costruire una partnership per la tutela del territorio: Green Holding vola negli Emirati Arabi http://www.damianobelli.it/post/450/1/costruire-una-partnership-per-la-tutela-del-territorio-green-holding-vola-negli-emirati-arabi

Come Gruppo Green Holding abbiamo sempre cercato di lavorare intessendo relazioni con i vari attori territoriali, stabilendo partnership che portassero alle aree interessate un beneficio tangibile in termini di miglioramento del servizio di gestione dei rifiuti urbani, ponessero le basi per un moderno sistema di trattamento rifiuti industriali e sviluppassero le attività di bonifica del territorio.

E' per questo motivo che lo scorso 25 giugno Ambienthesis S.p.A., leader in Italia nelle attività di soil & water remediation e nel waste management, ha sottoscritto un Memorandum of Understanding con Bee'ah Sharjah Environment Co. LLC, società al top negli Emirati Arabi Uniti nell'ambito della raccolta, separazione, recupero, riciclaggio e smaltimento di rifiuti urbani speciali[1].

E' un'impresa all'avanguardia, dotata delle migliori tecnologie disponibili sul territorio in grado di garantire il massimo dell'efficienza in relazione alla tutela e alla salvaguardia dell'ambiente sviluppando altresì impianti di produzione da energie rinnovabili ne propri siti.

Prevediamo, infatti, che ci possano essere sempre più future collaborazioni e condivisioni di know-how e tecnologie allo scopo di sviluppare iniziative comuni negli Emirati Arabi Uniti, nel Medio Oriente e in Europa, tanto nei settori del waste managemente del waste to energy, quanto in quello delle bonifiche dei suoli e delle acque.

Stiamo parlando di una società che nasce nel 2007 con il raggiungimento di un futuro ecosostenibile ben stampato nella mission, e che da quel giorno ha registrato una delle più rapide crescite del quadro imprenditoriale mediorientale. Sin dal principio, infatti, Bee'ah ha focalizzato la propria attività sull'innovazione, raggiungendo importanti risultati e diventando il traino del cambiamento in tutta la regione.

Attraverso il perseguimento di pratiche rivoluzionarie nel settore ambientale, un approccio a 360 gradi rispetto la gestione dei rifiuti, l'implementazione di strategie di sostenibilità per le risorse chiave e l'utilizzo di fonti di energia rinnovabili, nonché la promozione di iniziative finalizzate al coinvolgimento delle comunità, Bee'ah intende quindi affermarsi come un attore consapevole e virtuoso per le città e i territori nei confronti della sostenibilità ambientale.

Una società, quindi, che persegue gli stessi obiettivi mediante le medesime modalità di Ambienthesis, e delle altre aziende controllate dal Gruppo Green Holding, a testimonianza di una visione del mondo e del lavoro che a nostro parere è imprescindibile dalla continua attenzione nei confronti dell'ambiente e degli esseri viventi che vi abitano. Perseguire questi obiettivi seguendo, e anzi se possibile anticipando le evoluzioni normative mediante la continua ricerca e sviluppo dell'innovazione tecnologica, in un’inarrestabile rincorsa all'ottimizzazione e al miglioramento di tutti quei processi in grado di rendere il mondo imprenditoriale il traino nei confronti delle istituzioni e della popolazione.

Partendo da questa comune visione siamo certi che la partnership con Bee’ah porterà allo sviluppo di progetti tecnologicamente avanzati che potranno diventare modelli di riferimento per proposte congiunte in altri Paesi.

Damiano Belli


[1] https://www.trend-online.com/ansa/ambienthesisnuovo-mou-con-bee-ah-sharjah-environment--314241/

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Mon, 9 Jul 2018 18:35:17 +0000 http://www.damianobelli.it/post/450/1/costruire-una-partnership-per-la-tutela-del-territorio-green-holding-vola-negli-emirati-arabi damianbelligh@gmail.com (Damiano Belli)
Le bonifiche ambientali hanno un ruolo centrale nei programmi di salvaguardia dell’ambiente http://www.damianobelli.it/post/449/1/le-bonifiche-ambientali-hanno-un-ruolo-centrale-nei-programmi-di-salvaguardia-dell-ambiente

Nonostante i cambiamenti politici, il ruolo dell'economia circolare in tema di salvaguardia dell'ambiente rimane centrale all'interno dei programmi, nazionali e non.

Il nuovo esecutivo, nella persona del ministro dell'Ambiente Sergio Costa, ha già affermato che l'azione politica non potrà prescindere dalla Strategia Nazionale sullo Sviluppo Sostenibile, documento sottoscritto dal Cipe lo scorso dicembre che declina a livello nazionale gli obiettivi dell’Agenda 2030, approvata dalle Nazioni Unite nel 2015.[1]

La lotta al dissesto idrogeologico, l'annullamento dello spreco del suolo, le bonifiche dei siti inquinati, oltre che la lotta ai cambiamenti climatici, la revisione degli ecoreati, il miglioramento della mobilità sostenibile, risultano tutti obiettivi in linea con quanto enunciato dalla Comunità Europea in tema di ecosostenibilità.

Bisogna mirare alla salvaguardia della biodiversità attraverso una gestione sostenibile delle risorse naturali, preservare il paesaggio favorendo al contempo la nascita di comunità. Incrementando alla stessa misura la ricerca e le innovazioni sostenibili, con la garanzia di favorire occupazione e soprattutto sensibilità nei confronti del territorio, del suo recupero e della sua conservazione.

Avendo lavorato per diversi anni nel campo delle bonifiche ambientali so bene cosa vuol dire riabilitare un'area e darle una nuova potenzialità, un nuovo uso. Significa eliminare tutti i fattori inquinanti nei confronti del territorio per permetterle nuovamente di generare del valore aggiunto. Rendendola sicura, produttiva, e soprattutto assolutamente non nociva per l'ambiente e le persone intorno. E' importante allora che si faccia informazione circa le bonifiche ambientali e i loro sviluppi.

Questo è avvenuto, citando un caso, a metà dello scorso maggio in occasione dell'undicesima edizione di Fare i Conti con l'Ambiente, festival ospitato a Ravenna. Tre giorni di informazione, approfondimenti, mostre e spiegazioni delle nuove tecnologie e dei processi industriali hanno rappresentato un punto d'incontro e di dibattito tra università, enti, aziende, imprenditori e mondo della ricerca.[2] E' sicuramente un esempio di come un territorio si può compattare attorno al delicato tema dell'ambiente, e confrontarsi per raggiungere dei programmi comuni a tutti gli attori sociali che lo vivono.

E' quindi possibile creare consapevolezza intorno al problema, e dotare tutti gli attori territoriali, siano essi bambini o rappresentanti di istituzioni, degli strumenti adatti ad affrontarlo in maniera corretta e il più possibile rispettosa dell'ambiente che li circonda.

Damiano Belli

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Mon, 2 Jul 2018 18:48:26 +0000 http://www.damianobelli.it/post/449/1/le-bonifiche-ambientali-hanno-un-ruolo-centrale-nei-programmi-di-salvaguardia-dell-ambiente damianbelligh@gmail.com (Damiano Belli)
La raccolta differenziata: una virtù non espressa a pieno http://www.damianobelli.it/post/448/1/la-raccolta-differenziata-una-virtu-non-espressa-a-pieno

Uno dei problemi che dobbiamo essere in grado di affrontare è l’effettiva capacità di individuare un percorso industriale virtuoso ai materiali che recuperiamo dalla raccolta differenziata.

E' una notizia abbastanza recente, infatti, quella che vede la Cina, finora il maggior Paese importatore al mondo di materiale da riciclo, bloccare il flusso di rifiuti di bassa qualità con un contenuto di scarto superiore allo 0,3% per l'Europa.[1]

Il Governo di Pechino ha infatti comunicato all'Organizzazione Mondiale del Commercio che la raccolta che eseguono all'interno dei loro confini sarà necessaria a soddisfare tutta la domanda di mercato, e che quindi non saranno più disposti ad inquinare il loro Sistema con scarti provenienti dall'estero.

Il dato che ci vede tra i più virtuosi d'Europa, in questo senso, rischia di essere totalmente inutile. Come Italia siamo infatti il Paese dell'UE che ricicla più del doppio della media (più del 76%, a fronte di un valore medio europeo attorno al 37%[2]), ma persiste la drammatica carenza di impianti di trattamento nel Centro-Sud: “Oggi l’organico differenziato di Roma o dei comuni virtuosi della Campania e della Puglia viene inviato in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia con costi clamorosi per i cittadini, inquinamento (perché i rifiuti viaggiano su gomma) e con dispendio inutile di risorse che potrebbero invece essere utilizzate per realizzare gli impianti nel Centro-sud“ ha infatti affermato Stefano Ciafani, attuale presidente di Legambiente.[3]

La Cina ha bloccato l'importazione di materie prime secondarie, ma la capacità riattiva è stata spinta al punto che mancano gli impianti per il riciclo. E' stata portata avanti una politica che ha permesso di spingere maggiormente sulla fase del recupero senza pensare che bisognava anteporre la necessità di disporre di tutta una serie di impianti in grado di lavorare queste materie recuperate. L'accelerare sul recupero sempre maggiore all'interno di un Sistema Industriale più orientato alla produzione di qualità, quindi, non è stata una scelta morigerata.

Dal canto mio ritengo estremamente condivisibili, a questo riguardo, le parole di Massimo Medugno, direttore di Assocarta, quando afferma che "l’Italia e l’Europa devono pensare a fare una politica industriale sul riciclo: non basta raccogliere la carta, bisogna farlo meglio e bisogna chiudere il cerchio costruendo gli impianti per smaltire gli scarti da riciclo".[4]

Chiudere il cerchio nel senso di terminare la filiera, dalla produzione al recupero, che ci permetterebbe di acquisire sempre più autosufficienza dal punto di vista nazionale, premiando allo stesso tempo cittadini e economie che lavorano in questa direzione.

Damiano Belli

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Sun, 24 Jun 2018 15:44:15 +0000 http://www.damianobelli.it/post/448/1/la-raccolta-differenziata-una-virtu-non-espressa-a-pieno damianbelligh@gmail.com (Damiano Belli)
Il problema amianto e la necessità di programmare bonifiche di risanamento ambientale http://www.damianobelli.it/post/444/1/il-problema-amianto-e-la-necessita-di-programmare-bonifiche-di-risanamento-ambientale

Come amministratore delegato di Ambienthesis S.p.A. posso affermare che tra le operazioni di risanamento ambientale più urgenti e prioritarie si collocano molto probabilmente le bonifiche delle aree inquinate da amianto.

Secondo le cifre diffuse da Legambiente nel suo ultimo dossier Liberi dall’amianto? I ritardi dei Piani regionali, delle bonifiche e delle alternative alle discariche[1] datato aprile 2018, l’Italia è in fortissimo ritardo nell’applicazione di una legge, la 257 del 1992, che ormai giunge ai suoi 26 anni di esistenza. Sono state ad oggi censite 370mila strutture dove è presente amianto, di cui 50.744 sono edifici pubblici, 214.469 edifici privati  e 20.296 siti industriali. Si registrano ancora gravi ritardi su piani regionali amianto (PRA), attività di censimento e mappatura, e soprattutto bonifiche.[2]

A queste si aggiungono oltre 10 Siti di Interesse Nazionale (SIN) con problematiche connesse al rischio amianto.

«Il vero problema dell’amianto sono le discariche. Pochissime, quasi complete, o in perenne attesa di autorizzazione all’apertura. Così, per gli enti e i privati che intendono avviare opere di bonifica, resta solo una strada: portare i resti in Germania, con costi elevatissimi, e spesso non sostenibili, come si può immaginare» ha affermato Bruno Pesenti, responsabile del Dipartimento prevenzione medica dell’Ats, Agenzia di tutela della salute, ex Asl di Bergamo[3].

Considerato che il costo di smaltimento dei materiali contenenti amianto costituisce mediamente il 50% dei costi di intervento di bonifica, sicuramente una pianificazione delle esigenze di smaltimento, a livello quantomeno regionale, permetterebbe l’esecuzione degli interventi con un contenimento dei costi. E di conseguenza favorirebbe la realizzazione di un maggior numero d’interventi per una maggiore salvaguardia dei territori.

Nonostante tanti dati negativi si avverte una leggera presa di coscienza del problema da parte di un numero sempre maggiore di attori, un tentativo, questo, di dettare le esigenze di smaltimento che però non trova concretezza nel percorso autorizzativo dei nuovi impianti.

Ambienthesis S.p.A, dal canto suo, è una delle maggiori società italiane ad occuparsi di bonifica da amianto e lane minerali. La bonifica d’impianti produttivi dismessi (quali ad esempio acciaierie, zuccherifici ed impianti chimici) è condotta applicando tecnologie e know-how frutto di una ventennale esperienza nel settore.

Il tutto per fornire il territorio di tutte quelle misure necessarie a debellare un problema che nel nostro Paese è stato per troppo tempo sottovalutato, e che ha portato e porta tuttora a gravissime conseguenze di salute e nei confronti dell'ambiente.

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Sat, 23 Jun 2018 11:00:00 +0000 http://www.damianobelli.it/post/444/1/il-problema-amianto-e-la-necessita-di-programmare-bonifiche-di-risanamento-ambientale damianbelligh@gmail.com (Damiano Belli)