262 Damiano Belli Articoli
23 settembre, 2019

Emirati Arabi alla conquista della Green Economy. Dubai Plan 2021 e Dubai Clean Energy 2050

Al giorno d’oggi parlare di riciclaggio dei rifiuti, di gestione intelligente degli scarti e di energie rinnovabili per la lotta contro l’inquinamento risulta essere fondamentale. Si tratta di un argomento di estrema importanza che ormai avvicina le politiche ambientali di tutti i Paesi del Mondo. Sono infatti numerosi gli accordi, i trattati internazionali, le conferenze e i protocolli firmati dalla comunità internazionale per la salvaguardia e la protezione dell’ambiente.

 

Gli Emirati Arabi Uniti sono stati uno dei primi paesi a promuovere iniziative nel campo delle energie rinnovabili e questo è dovuto principalmente alla visione ispirata dei loro leader. Tutto ebbe inizio nel 2012 quando Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum, vicepresidente e primo ministro degli UAE, oltre che governatore di Dubai, promulgò un'iniziativa progettuale a lungo termine per la costruzione di un'economia ambientale e sostenibile. Un disegno su scala nazionale che ruotava intorno al motto "a Green Economy for Sustainable Development" (tradotta nel nostro titolo di oggi) e che ha prodotto due piani strategici secondari: il Dubai Plan 2021 e il Dubai Clean Energy 2050[1].

 

Il Dubai Plan 2021 è stato presentato al pubblico alla presenza di Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum, vice presidente e Primo ministro degli Emirati Arabi Uniti (UAE) ed Emiro di Dubai e di Sheikh Hamdan bin Mohammed bin Rashid Al Maktoum, principe ereditario di Dubai e presidente del Consiglio esecutivo, i quali hanno entrambi sottolineato come tale piano di sviluppo abbia l’obiettivo di rinforzare la posizione dell’Emirato a livello mondiale rendendolo centro globale e “Capitale dell’Economia Islamica”.

 

Mentre il Sheikh Hamdan bin Mohammed bin Rashid Al Maktoum ha evidenziato l’importanza della cooperazione tra tutte le parti interessate allo sviluppo di Dubai con l’obiettivo finale di favorire la felicità ed il benessere dei cittadini, il principe ereditario Sheikh Hamdan ha richiesto a tutte le entità del Governo di allineare i piani strategici con Dubai Plan 2021 in modo da assicurare consistenza e sinergia.

Prendendo in esame il programma presentato dal Primo Ministro degli UAE è possibile evidenziarne i sei punti, o “tematiche”, fondamentali:

 

  • City of Happy, Creative and Empowered People: al centro del piano vengono poste le persone le quali sono presentate come la prospettiva principale di sviluppo. Dubai Plan 2021 focalizza la propria attenzione sul rafforzamento del sentimento di responsabilità che ogni individuo deve avere nei propri confronti ed in quelli delle altre persone e delle loro famiglie e società grazie alla promozione dell’educazione, della realizzazione personale e della conduzione di una vita all’insegna del benessere in modo da permettere ad ogni cittadino di Dubai di giocare un ruolo attivo, produttivo ed innovativo in tutti gli aspetti sociali ed economici.
  • An Inclussive & Cohesive Society: la società di Dubai è presentata come unica e speciale grazie alla sua varietà di persone, culture e tradizioni le quali riescono a convivere grazie al sentimento della tolleranza, del rispetto, del perdono e della comunicazione. L’aspetto multiculturale di Dubai deve essere sottolineato e promosso in modo da favorire lo sviluppo di talenti e creatività diverse le quali, grazie alle loro origini e radici, potranno fornire il proprio apporto plasmando l’Emirato verso una dimensione globale.
  • The Preferred Place to Live, Work & Visit: migliorare la vivibilità di Dubai attraverso le infrastrutture moderne e all’avanguardia ed attraverso l’ampliamento e sviluppo dei settori dell’educazione, della medicina e del benessere, e dei servizi al cittadino. Tale obiettivo potrà essere raggiunto grazie all’ampliamento di strutture dirette al fabbisogno del cittadino quali ospedali, scuole, strutture sportive e di divertimento, aree verdi, aree costiere turistiche; conseguenza di tale miglioramento sarà l’attrazione di turisti all’interno di Dubai.
  • A Smart and Sustainable City: mobilità è la parola d’ordine di Dubai Plan 2021, perché soltanto attraverso la facilitazione del “movimento” di cittadini e turisti sarà possibile incrementare il commercio e l’economia che beneficerà dal facile accesso ai centri economici ed ai servizi sociali. La mobilità è direttamente connessa alla realizzazione di un luogo sicuro il quale sia fondato su risorse energetiche pulite ed alternative, sulla protezione delle risorse naturali quali terra, acqua ed aria e sulla promozione del consumo sostenibile.
  • A Pivotal Hub in the Global Economy: Dubai sta divenendo uno degli attori chiave nell’economia globale e la speranza è quella di rinforzare tale posizione attraverso l’affermazione e miglioramento come centro business mondiale per quel che riguarda il commercio, la logistica, la finanza ed il turismo. Obiettivo comune è quello di far divenire Dubai la “Capitale dell’Economia Islamica”, step fondamentale per far riconoscere l’Emirato come un dei centri economici leader. Per raggiungere tali obiettivi il Dubai Plan 2021 prevede di direzionare l’attenzione sui modelli di economia sostenibile attraverso l’innovazione, la produzione di capitali e di forza lavoro ed il supporto di un clima commerciale amichevole.
  • A Pionering and Excellent Government: il Governo deve diventare una autorità a servizio del cittadino e quindi partendo da questa idea, che evidenzia la soddisfazione e felicità del singolo individuo, il piano mira a migliorare i servizi governativi, la loro efficienza e trasparenza[2].

 

L’obiettivo è la trasformazione in energia dei rifiuti urbani grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Creato congiuntamente dalla Dubai Municipality e dalla Dubai Future Foundation, tale progetto ha l’aspirazione di rendere Dubai la prima città in tutto il mondo in grado di usare l’intelligenza artificiale nella trasformazione dei rifiuti per generare poi successivamente energia rinnovabile. Nello specifico, il progetto prevede la costruzione di piattaforme destinate allo smaltimento dei rifiuti e la tecnologia rivestirà un ruolo di primaria importanza nel loro trattamento al fine di ottenere energia elettrica, la quale verrà poi indirizzata direttamente nella rete elettrica della città.

 

Come il Dubai Plan 2021, anche la Dubai Clean Energy Strategy 2050 si è posta un termine temporale ben chiaro fin dal suo nome. Le due strategie sono in realtà legate a doppio filo ed una non può riuscire senza il successo dell'altra. Se però il Dubai Plan 2021 si concentra in modo generico sul benessere generale della città, la Dubai Clean Energy Strategy 2050 ha come scopo finale il rendere Dubai un centro globale di riferimento per l'energia pulita e l'economia sostenibile. Perché questo sia possibile, sono stati individuati cinque pilastri fondamentali intorno a cui ruota l'intero piano strategico dell'emirato.

 

Il primo pilastro è rappresentato dalle infrastrutture. Il principale progetto alla base di questo pilastro è la completa implementazione del Mohammed bin Rashid Al Maktoum Solar Park. Questo è già attivo e capace di erogare 200 MW, ma l'obiettivo finale è di raggiungere la capacità di 5000 MW entro il 2030 facendolo così diventare il più grande generatore mondiale di energia solare prodotta da un singolo impianto. Altri progetti legati a questo pilastro prevedono la realizzazione di centri di innovazione, ricerca e sviluppo e la creazione di una zona franca, la Dubai Green Zone, dedicata ad attrarre centri di ricerca e aziende/startup emergenti nel campo della Green Energy.

 

Il secondo pilastro è la normativa e si basa sulla creazione bifase di una struttura legislativa a sostegno delle politiche di energia pulita. La prima fase passa dall'iniziativa Shams Dubai che incoraggia i proprietari di immobili a installare pannelli solari sui tetti dei loro edifici e a collegarli alla principale rete di distribuzione urbana gestita dalla Dubai Electricity and Water Authority (DEWA). La seconda fase vedrà invece attuarsi un coordinamento con la municipalità di Dubai per emanare una serie di decisioni mirate alla razionalizzazione dei consumi energetici e all'obbligo di produzione di energia rinnovabile. Anche questo pilastro ha il 2030 come anno di attuazione.

 

Il terzo pilastro è il finanziamento inteso come investimenti costanti nella ricerca e sviluppo di soluzioni per l'energia pulita e le sue applicazioni. Alla base del pilastro c'é la creazione del Dubai Fondo Verde che avrà un valore di circa 24 miliardi di Euro e contribuirà a finanziare e facilitare l'erogazione di prestiti agevolati a tasso di interesse ridotto agli investitori che agiscono nel settore dell'energia pulita. Il tutto sarà gestito, sorvegliato e garantito dalla DEWA.

 

Il quarto pilastro è lo sviluppo di capacità e competenze e mira alla creazione e rafforzamento di queste tramite programmi di formazione globale nel campo dell'energia pulita. L'attuazione di questo pilastro sarà resa possibile grazie alla cooperazione con organizzazioni e istituti internazionali, come l'Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), ma anche società internazionali e altri centri di ricerca e sviluppo. Lo scopo finale è quello di creare un modello sostenibile per la ricerca e lo sviluppo nel settore dell'energia pulita basato sulla specializzazione delle risorse umane.

 

Infine il quinto e ultimo pilastro è la creazione di un mix di fonti energetiche ecosostenibili. Questo pilastro prevede un doppio lasso temporale d'azione. Entro il 2030 il mix dovrà comprendere energia solare (25%), energia nucleare (7%), carbone pulito (7%) e gas (61%), ma entro il 2050 l'energia pulita dovrà corrispondere al 75% del mix. Questo renderà Dubai come la città con la minore emissione di gas ad effetto serra nel mondo. In parallelo, questo pilastro prevede anche l'utilizzo di tecnologie all'avanguardia per la generazione di energia tramite lo smaltimento dei rifiuti, con l'obiettivo, entro il 2030, di trasformare l'80% dei rifiuti stessi in energia[3].

Damiano Belli